Godersi l’idillio verde, ammirare aiuole in fiore e respirare semplicemente la calda aria estiva : a Berlino ci sono tantissimi posti meravigliosi per farlo. Che sia presso l’idilliaco Engelbecken, presso la cascata scrosciante del Viktoriapark o nel roseto del Treptower Park, gli amanti della natura qui troveranno pane per i loro denti. Se però vi manca ancora un tocco di storia dell’arte , abbiamo il consiglio perfetto per voi: la Villa Liebermann unisce natura e cultura in modo unico. Situata proprio sulle rive del Großer Wannsee, nel quartiere di Steglitz-Zehlendorf , è uno dei luoghi storici più belli di Berlino.

La villa fu costruita nel 1909/1910 come residenza estiva del famoso impressionista tedesco Max Liebermann e gli servì, fino alla sua morte, da rifugio lontano dalla vita cittadina di Berlino. La tenuta si estende su un terreno di circa 7.000 metri quadrati proprio sulle rive del Wannsee. La villa è stata progettata dall’architetto Paul Otto Baumgarten e ideata dallo stesso Liebermann insieme allo storico dell’arte Alfred Lichtwark. Il risultato è stata un’elegante casa di campagna con un giardino in stile “Reformgarten” dalla struttura rigorosa, che in seguito sarebbe diventato uno dei suoi soggetti pittorici più importanti.
Per Liebermann il giardino era molto più di un semplice spazio verde. Tra il 1910 e il 1935, qui realizzò oltre 200 dipinti e disegni. Le famose aiuole fiorite, il viale di betulle, i giardini con siepi e la vista sul grande prato che si affaccia sul Wannsee ricorrono spesso nelle sue opere. Gli storici dell’arte paragonano spesso l’importanza del giardino per Liebermann al ruolo che Giverny ha avuto per Claude Monet .

Particolarmente suggestivo è il giardino, oggi ricostruito fedelmente all’originale. Davanti alla villa si estende un ampio prato con vista diretta sul Wannsee. A questo si aggiungono aiuole fiorite, giardini con siepi, piantagioni di arbusti, un viale di betulle, un orto e una casetta del giardiniere. Il giardino, posto sotto tutela monumentale, è oggi considerato uno degli esempi più significativi del movimento europeo dei giardini riformati.
Dopo l’ascesa al potere dei nazisti, l’artista ebreo fu sempre più emarginato. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1935, sua moglie Martha Liebermann dovette vendere la villa a un prezzo ben al di sotto del suo valore. Poco prima di essere deportata, nel 1943 si tolse la vita. La villa fu poi utilizzata per vari scopi, tra cui come centro di formazione, ospedale e, in seguito, come centro sportivo.
È stato solo grazie all’impegno della Max-Liebermann-Gesellschaft che la tenuta è stata restaurata e riaperta come museo nel 2006. Oggi più di 70.000 persone visitano ogni anno la villa, che è una delle case d’artista più importanti della Germania. Nell’ex studio sono esposti dei dipinti, mentre le altre stanze raccontano la storia della famiglia Liebermann. Nel 2026 il museo festeggerà il suo ventesimo anniversario.