Nella primavera del 1811, il pedagogo Friedrich Ludwig Jahn (alias «Turnvater Jahn») inaugurò nel Volkspark Hasenheide il primo campo di ginnastica pubblico al mondo. Quello che oggi sembra un innocente esercizio fisico, era in realtà un bootcamp sotto mentite spoglie.
All’insegna del motto «Freschi, devoti, allegri, liberi», si puntava a una disciplina ferrea e a forgiare un nuovo carattere nazionale invincibile.
Il padre della ginnastica Jahn all’Hasenheide: un campo di addestramento sotto mentite spoglie

Dopo la sconfitta della Prussia contro Napoleone (1806), la Prussia era un vassallo dipendente della Francia. Jahn voleva preparare i giovani del posto alla lotta di liberazione contro la dominazione straniera francese .
Ispirato da filosofi come Fichte, che chiedevano un rinnovamento spirituale, Jahn tradusse questa ideologia in un programma fisico. Andava con i suoi allievi all’Hasenheide e utilizzava rami e tronchi d’albero per temprare i futuri combattenti.
E così inventò attrezzi classici come le parallele e la sbarra fissa. Per quest’ultima, secondo la leggenda, servì la “quercia di Jahn” raffigurata sopra, vecchia di circa 300 anni (vedi foto sotto). Ufficialmente, ovviamente, si trattava solo di semplice educazione fisica per ragazzi delle scuole.
Dopo la vittoria su Napoleone, il suo movimento giovanile di spirito libero divenne troppo pericoloso per i re prussiani. Le autorità temevano una rivoluzione. Nel 1820 la Prussia impose il «divieto di ginnastica» (che rimase in vigore fino al 1842) e Jahn, considerato un sobillatore, finì in prigione per diversi anni.
Un monumento pieno di contraddizioni

Nel 1848 Jahn fu eletto nel primo parlamento pan-tedesco, l’Assemblea Nazionale di Francoforte nella Paulskirche. Lì Jahn sedeva sul lato destro, quello conservatore. Alla fine, l’obiettivo di un impero unito per lui contava più della libertà democratica. L’ex ribelle votò contro la repubblica e offrì al re prussiano la corona imperiale ereditaria.
Sì, chiedeva una Germania unita e la fine del frazionamento nobiliare in piccoli stati. Ma ha fatto buon viso a cattivo gioco con i democratici solo finché la monarchia si opponeva alla Germania unita. La sua concezione di libertà era nazionalista, esclusiva e antisemita.
L’Impero del 1871 si appropriò poi di Jahn come eroe nazionale. Dal 1872, sul margine settentrionale dell’Hasenheide troneggia l’imponente monumento a Jahn (vedi seconda foto).
Da campo di ginnastica partigiano a meta escursionistica
Chi oggi fa jogging passando davanti al monumento a Jahn, si imbatte in un affascinante monumento «patchwork», costruito con pietre donate da tutto il mondo, dalla storia estremamente ambivalente. Vale la pena visitarlo per ricordarsi che lo sport non è «solo sport».
📍 Volkspark Hasenheide (monumento a Jahn)
📆 Accessibile in qualsiasi momento
⏳ Circa 30 minuti (da abbinare perfettamente a una passeggiata nel parco)
💵 Gratis
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