Quando il 9 novembre 1989 cadde il Muro di Berlino, non solo finì la divisione della Germania durata decenni, ma iniziò anche lo straordinario viaggio di una delle opere architettoniche più significative del XX secolo. Gli elementi in cemento armato a forma di L, un tempo insormontabili, del cosiddetto «Muro di confine 75» si sono trasformati da simboli di oppressione a ambiti monumenti alla libertà.
Da muro di confine mortale a successo di vendite mondiale

Già nel 1990 il governo della DDR iniziò a smantellare sistematicamente quel mostruoso sistema di confine. Per procurarsi valuta estera di cui c’era urgente bisogno, incaricò l’azienda statale di import-export LIMO di riciclarne i frammenti in cemento. Ciò che un tempo serviva a rinchiudere le persone, ora veniva messo all’asta a Monaco, Berlino e in tutto il mondo. Nei decenni successivi, anche la città di Berlino ha donato numerosi segmenti come regali diplomatici ufficiali a partner stranieri.
Dall’Asia al Vaticano, il Muro di Berlino è ovunque
Oggi si stima che circa 2.000 segmenti originali in cemento del Muro di Berlino si trovino in più di 500 luoghi in oltre 60 paesi in tutto il mondo. Li trovi in quasi tutti i continenti, collocati in parchi pubblici, davanti a edifici governativi, nelle università e nei musei. Un segmento, ad esempio, si trova nei Giardini Vaticani, dove riporta un dipinto della Chiesa di San Michele a Berlino. In Corea del Sud, diversi pezzi di cemento sono stati collocati nel «Berlin Park» di Seul per mantenere viva la speranza di una futura riunificazione della penisola coreana.
Resti famosi negli Stati Uniti e in Giamaica

Anche negli Stati Uniti c’è un’enorme concentrazione di questi cimeli storici. Oltre un centinaio di segmenti sono sparsi per tutto il continente americano – tra l’altro davanti al quartier generale della CIA a Langley e in varie biblioteche presidenziali, come quella di Ronald Reagan. Si trovano tracce persino in climi tropicali. In Giamaica, vicino a un museo militare a Kingston, c’è un pezzo di muro dipinto a colori vivaci che è stato regalato alla leggenda del sprint Usain Bolt dopo i suoi record mondiali ai Campionati mondiali di atletica leggera del 2009 a Berlino.
Questa diffusione in tutto il mondo trasforma quei colossi di cemento un tempo grigi e letali in ambasciatori globali. Ricordano alle persone di tutto il mondo che i confini possono essere superati e che il desiderio di libertà è più forte di qualsiasi muro di cemento.
Luogo: parchi pubblici, musei e piazze in tutto il mondo (ad es. Seul, Kingston, Langley, Vaticano)
Data e orario: Aperto tutto l’anno, 24 ore su 24 (a seconda della sede)
Durata: da circa 30 a 60 minuti
Costo: per lo più gratuito (negli spazi pubblici)
Sito web: berlin.de/mauer