Nei dintorni di Berlino non sono solo i luoghi dall’architettura perfetta e dalla natura idilliaca a stupirci e lasciarci a bocca aperta. Certo, chi non rimarrebbe affascinato da un castello sul lago in una delle zone più esclusive del Brandeburgo, che ricorda quasi il Lago di Como in Italia? Eppure , proprio nei luoghi oggi abbandonati al degrado si nasconde spesso una storia ancora più affascinante di quanto si possa immaginare. È quindi ancora più emozionante scoprire anche questo lato del Brandeburgo. Il Villaggio Olimpico del 1936 ne è un esempio. Fu costruito per i Giochi Olimpici estivi del 1936 e avrebbe dovuto ospitare più di 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo era quello di offrire loro condizioni di comfort eccezionali per l’epoca.

Il Villaggio Olimpico del 1936 si trova a Elstal, una frazione del comune di Wustermark nel Brandeburgo, a circa 25 chilometri a ovest di Berlino. In auto ci si arriva in circa 30-40 minuti. Il complesso si estende su circa 55 ettari ed è stato progettato come una piccola città a sé stante, con strade, edifici e infrastrutture complete. Non si tratta quindi di un singolo edificio, ma di un campus esteso e coerente.
Per gli anni ’30 questo concetto era straordinariamente all’avanguardia: invece di semplici alloggi di massa, c’erano case fisse per gli atleti, integrate da strutture centrali come sale da pranzo, un ufficio postale, assistenza medica, impianti di allenamento e persino una piscina coperta. Anche dal punto di vista architettonico, il complesso è stato progettato appositamente immerso nel verde e segue un’idea generale ben strutturata e ponderata. Per questo oggi il villaggio è considerato un prototipo di ciò che è ormai diventato lo standard alle Olimpiadi.

I Giochi si svolsero sotto il regime di Adolf Hitler e furono utilizzati in modo mirato come strumento di propaganda. Dovevano presentare la Germania a livello internazionale come un paese moderno, aperto ed efficiente . Anche il Villaggio Olimpico faceva parte di questa messa in scena: appariva ordinato, pulito e all’avanguardia e doveva trasmettere un’immagine positiva che contrastasse con la realtà politica del regime.
L’abitante più famoso del villaggio era Jesse Owens. Il velocista statunitense vinse quattro medaglie d’oro, diventando così una figura simbolo in contrasto con l’ideologia nazista. La sua ex casa è oggi uno degli edifici più famosi del complesso e rappresenta simbolicamente i contrasti storici di questo luogo.
Oggi il Villaggio Olimpico si presenta come un mix di rovine ricoperte dalla vegetazione, edifici chiave restaurati e una natura sconfinata. Alcune aree sono già state messe in sicurezza e ristrutturate, mentre altre conservano ancora il fascino del degrado.