Tra modernità e passato oscillano i simboli della capitale. Alcuni raccontano ancora oggi la storia del nostro Paese, altri cercano di nasconderla dietro un involucro appena ristrutturato, mentre altri ancora sono stati costruiti solo di recente. Mentre alcuni dei punti di forza di Berlino si possono ammirare dalla prospettiva migliore dalle torri panoramiche sparse per la città, altri devono essere vissuti dall’interno per rivelare davvero il loro fascino speciale. Tra questi c’è anche l’ICC Berlin, che ancora oggi è uno degli edifici più futuristici della capitale e all’interno sembra quasi una reliquia di un’altra epoca.

L’edificio si trova a Charlottenburg, proprio accanto alla Messe Berlin e alla Funkturm di Berlino. Dal centro di Berlino ci vogliono di solito solo circa 15-20 minuti con la S-Bahn. L’International Congress Centrum è stato inaugurato nel 1979 e all’epoca era considerato uno dei centri congressi più moderni e tecnologicamente avanzati al mondo. Con la sua architettura high-tech argentata, le infinite strutture tubolari, le scale mobili e le luci al neon , l’edificio ricorda a molti più un’astronave che un classico centro congressi.
Particolarmente iconico è il cosiddetto sistema al neon “Electric Ghost” nell’enorme foyer al livello 0. Le linee al neon rosse e blu sono state progettate dagli artisti della luce Frank Oehring e Helge Sypereck e originariamente servivano come sistema di orientamento per i visitatori.
Il concetto sembrava quasi un sistema circolatorio artificiale dell’edificio. Le linee blu al neon guidavano i visitatori sul lato destro dell’enorme atrio, mentre quelle rosse indicavano la strada verso sinistra. In questo modo si creava un sistema di orientamento luminoso attraverso la monumentale sala. È stata proprio questa combinazione di funzionalità, arte luminosa e design futuristico a rendere l’ICC Berlin così rivoluzionario all’epoca.

Soprattutto di notte, con i suoi lunghi assi luminosi e le strutture metalliche, l’ICC sembra quasi una vera e propria stazione spaziale. Ma l’interno dell’edificio è ancora più spettacolare. Lì si trovano chilometri di corridoi futuristici, soffitti metallici, superfici a specchio, enormi scale mobili e sistemi di illuminazione originali degli anni ’70. Molti visitatori dicono che l’ICC sembra una visione del futuro di un’epoca passata.
Dal punto di vista tecnico, l’ICC era molto avanti rispetto ai suoi tempi. All’inaugurazione disponeva di moderni impianti di traduzione simultanea, sistemi automatizzati, una complessa tecnologia di illuminazione e una gigantesca infrastruttura tecnica. Per decenni vi si sono tenuti congressi internazionali, eventi politici, fiere ed eventi culturali.

Ormai è particolarmente nota la cosiddetta sensazione di “Electric Ghost” che si prova all’interno. Si intende l’atmosfera spettrale creata dai vecchi sistemi di neon e illuminazione quando alcune parti dell’edificio vengono nuovamente illuminate. In quel momento l’ICC sembra quasi una macchina ancora viva, proveniente da una visione futuristica del passato. Un evento da non perdere è quindi il “49h ICC”, durante il quale l’edificio, solitamente chiuso, viene riaperto per 49 ore. I visitatori potranno così scoprire le sale iconiche, i corridoi futuristici, le installazioni luminose e i vecchi sistemi di segnaletica . L’evento è ormai considerato un appuntamento cult della scena architettonica e artistica berlinese. Si prevede che si terrà di nuovo anche nel 2026, ma per ora non c’è ancora una conferma ufficiale.